VENETIANIZE MAINLAND
La relazione tra Venezia e la Terraferma evidenzia una netta dicotomia tra un paesaggio fondato sull’elemento acqua e uno nettamente continentale.
Il paesaggio della Terraferma sembra indifferente alla sua prossimità geografica al mare, anzi, pare che gli sforzi condotti per secoli dalla città lagunare, volti ad allontanare l’acqua (ma anche i suoi sedimenti) proveniente dal continente abbiano avuto l’esito di rendere distante e separare ulteriormente, non solo fisicamente, la terra dal mare.
L’acqua della Terraferma determina oggi un paesaggio artificiale, non fiumi ma canali, cave anziché laghi, bonifiche rese asciutte dalle idrovore al posto delle paludi.
Questa proposta intende recuperare l’acqua sottraendola alla percezione quale mero paesaggio e restituendola come spazio fruibile agli abitanti la Terraferma.
Il parco dei Laghetti di Martellago potrebbe costituire un modello di sperimentazione di un processo di venezianizzazione di una delle vecchie cave di argilla allagate che oggi sono divenute parte del paesaggio di un ambiente in considerevolmente rinaturalizzato. Questi spazi lacustri, soggetti a livelli di tutela differenziata, a parte il loro valore naturalistico, non esprimono attualmente alcuna funzione sotto il profilo di una possibile fruibilità.
L’ipotesi è quella di impiegare elementi modulari galleggianti in grado si ospitare esposizioni temporanee, locali dedicati alla ristorazione, ma anche alloggi a carattere turistico.
I moduli, realizzati off-site e trasportati via terra, possono essere assemblati e traslati in acqua.
Questa tecnica costruttiva offre numerosi vantaggi: